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Si è svolta il 28 ottobre la giornata di studio sulla visione di Adriano Olivetti sul profilo dell’Ingegnere umanista e sul suo significato per i nuovi ingegneri

“Dialogare con l’impresa, studenti ed imprese si raccontano - Come l'impresa sceglie i laureati, come i laureati scelgono l'impresa”. È questo il titolo dell’evento che si inserisce nell’ambito dell’ampio e fecondo progetto culturale che ha preso il via nel 2021 all’interno della Scuola di Ingegneria dell’Università di Firenze. Si tratta di un nuovo capitolo che si è svolta a Prato in occasione dell’anno in cui si celebrano 30 anni di attività del PIN. 

Il workshop ha preso il via alle ore 10:00 di venerdì 28 ottobre con i saluti di Marco Pierini, Prorettore al Trasferimento tecnologico, attività culturali e impatto sociale dell`Università degli Studi di Firenze; Daniela Toccafondi, Presidente del PIN e Gabriele Bosi, Assessore del Comune di Prato ai servizi per i cittadini, patrimonio e turismo, con delega all`Università e subito dopo il Prof. Lorenzo Capineri ha illustrato il progetto di cui è coordinatore dal titolo “Il Rinascimento dell’Ingegnere: oltre la formazione tecnica”. 

Nato inizialmente da una collaborazione tra la Scuola di Ingegneria ed Associazione Olivettiana nel 2021, il progetto interdipartimentale ha visto man mano ampliare la partnership con il coinvolgimento anche di PIN e IEEE Student Branch UniFi. “Il Rinascimento dell’Ingegnere: oltre la formazione tecnica” parte dallo studio della visione di Adriano Olivetti e dalle sue intuizioni su come la formazione tecnica debba essere completata con elementi di cultura umanista al fine di aumentare i risultati nelle imprese fortemente orientate all'innovazione. Il passo successivo del progetto ha visto il coinvolgimento degli studenti di ingegneria che stanno per affacciarsi nel mondo del lavoro e di coloro che da qualche anno sono già assunti in azienda al fine di comprendere come nelle scelte aziendali avvenga la valorizzazione di elementi culturali interdisciplinari. Durante la giornata di studio in occasione del 120° Anniversario dalla nascita di Adriano Olivetti, che si è svolta il 15 dicembre 2021 presso l’Ateneo di Firenze, è emersa con forza la necessità di arricchire la formazione con nuove competenze che vadano oltre la specializzazione tecnica al fine di affrontare meglio la complessità dell’impresa.

È partita proprio da questo risultato la tavola rotonda, coordinata da Paolo Rebaudengo, Presidente dell’Associazione di promozione sociale Olivettiana, che ha visto come primo intervento quello di Leonardo Soldani - Studente di Ingegneria Elettrica, Presidente dell'associazione IEEE Student Branch UniFi e del Gruppo Giovani della Sezione Toscana-Umbria di AEIT – e Andrea Aglietti, del gruppo LEAF (Laboratorio Elettronico Apprendere Facendo) e ingegnere inserito nella Direzione tecnica di Trenitalia. Nel proprio intervento, dal titolo “Olivetti tra passato, presente e futuro”, Andrea Aglietti e Leonardo Soldani hanno portato esempi e testimonianze su temi di grande attualità come sostenibilità, formazione, cultura d'impresa, relazioni interpersonali e creatività all’interno del mondo del lavoro.

A seguire Giovanni Maggio, Presidente onorario dell’associazione Olivettiana, ha tenuto il suo intervento dal titolo “Leadership. Innovazione. L’educazione olivettiana”, in cui ha parlato della cultura d'impresa dell'Olivetti di Adriano e di come questa abbia costituito un asset rilevante di quella società e rappresentato una delle sue principali competenze distintive, in grado di assicurarle i più significativi vantaggi competitivi. Giovanni Maggio ci ha raccontato di come in quella straordinaria realtà ‘Leadership’ e ‘Innovazione’ siano state partecipate e siano diventate regole e valori condivisi da tutta l’organizzazione attraverso un sistema di relazioni aperte. Un diffusivo, civile, conviviale, continuo processo accrescitivo non solo delle competenze professionali ma dell’orizzonte culturale della persona.

“L’ingegnere umanista” è il titolo dell’intervento di Ilaria Catastini, Direttora Generale di Evolve Maire Tecnimont Foundation, che ha illustrato come la Fondazione persegue l'obiettivo di plasmare un profilo culturale nuovo dell'ingegnere "umanista", che deve affrontare i problemi complessi del nostro tempo con una prospettiva ampia, interdisciplinare, trovando soluzioni innovative che tengano conto anche di aspetti ambientali e sociali, non solo tecnici e tecnologici, interrogandosi su aspetti ai quali non è stata ancora data risposta dalla scienza

L’ultimo intervento, prima del dibattito con i partecipanti e consegna degli attestati di partecipazione, è stato “L’industria per il benessere delle persone: tecnologia e futuro” di Carlo Giovannucci - Business Developer del Gruppo El. En. SPA. Carlo Giovannucci ci ha parlato di come in una realtà come Il gruppo El. En., una delle più importanti nel mondo del laser che opera nel campo biomedicale, del restauro e dell’industria, si svolga la ricerca delle competenze principali degli ingegneri e di quanto sia importante una visione ampia che includa la responsabilità sociale di cui il gruppo è portatore con l’obiettivo di aumentare il benessere degli utenti finali delle suddette tecnologie.

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