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Quali sfide per il futuro del settore tessile?

Scopri quali sono le professioni di cui ci sarà bisogno

La filiera tessile abbigliamento in Italia

In Italia il settore della moda, in particolare la filiera tessile abbigliamento, rappresenta un settore strategico della produzione nazionale. In termini di fatturato rappresenta circa il 15,2% del totale manifatturiero italiano e si distingue nel mondo per la sua qualità, per i prodotti di alta gamma, il design e la creatività che derivano da un patrimonio artigianale di altissimo livello, che spesso viene sintetizzato con l’etichetta Made in Italy.

Tutti questi elementi possono essere conservati negli anni solo se le aziende tessili e di abbigliamento dispongano di lavoratori con alte competenze tecniche e specialistiche, ma anche con una grande capacità di adattarsi alle nuove sfide che oggigiorno si stanno presentando, come la digitalizzazione, la sostenibilità, le nuove tendenze di consumo e produzione.

filiera tessile abbigliamento

Il tessile e la digitalizzazione

Le aziende tessili stanno guardando con estrema attenzione il mondo racchiuso nella parola Industria 4.0, che le invita a ripensare il proprio modello di business, partendo proprio dalla leva del digitale e continuando con un cambio di paradigma all’interno della propria organizzazione e cultura aziendale: la relazione tra la tecnologia digitale e l’industria tessile può costituire un fattore di crescita per molte PMI e realtà imprenditoriali.

Un’altra parola che si sente spesso in questo periodo è Internet of Things, ossia la possibilità di connettere più cose e macchinari, ma soprattutto connettere l’intera azienda attraverso il web, garantendo una manutenzione predittiva per i macchinari e facendo dialogare in maniera efficace supply chain, gestione magazzino, controllo e gestione di produzione. 

Sempre di più le aziende tessili, per rimanere competitive, dovranno introdurre nei loro cicli di lavorazione dei prodotti algoritmi di machine learning, in modo da avere una produzione più efficiente, flessibile e monitorabile in tempo reale.

industria 4.0 tessile

La filiera tessile sostenibile

Non è stato pubblicizzato abbastanza il fatto che il 30 marzo 2022 la Commissione Europea abbia introdotto la Strategia per un’industria del tessile sostenibile e circolare, basata su 6 aree di intervento:

  • L’introduzione di requisiti obbligatori per la progettazione ecosostenibile
  • L’introduzione di disincentivi rispetto alla distruzione dei tessuti resi o invenduti 3)
  • Il contrasto alle microplastiche inquinanti
  • L’introduzione di un passaporto digitale
  • Il contrasto a fenomeni di greenwashing
  • La responsabilità estesa del produttore.

Per questa ragione nei prossimi anni le aziende tessili e della filiera abbigliamento necessiteranno sempre di più di profili manageriali che abbiano una conoscenza approfondita della filiera produttiva dei tessuti e che sappiano integrarla con le tematiche della sostenibilità come il ciclo di vita dei prodotti, la valutazione degli impatti ambientali associati alle varie fasi del processo tessile, l’eco-design, la maggiore trasparenza all’interno delle filiere di produzione e di approvvigionamento, la crescente consapevolezza dei consumatori sulla sostenibilità sociale e ambientale, la maggiore integrazione dei processi produttivi, i costi ambientali: per questo è sempre più importante per le aziende tessili e abbigliamento avere al proprio interno una figura che possa rendere le aziende tessili sostenibili.

Pertanto, in questo momento storico di grande cambiamento, per le aziende tessili è fondamentale avere a disposizione un professionista che non sia solo in grado di programmare tutti i processi di lavorazione tessili guardando solo l’aspetto economico e produttivo, ma deve anche saper progettare e implementare soluzioni tecnologiche innovative per ridurre gli sprechi e l’impatto ambientale della propria azienda, e contemporaneamente improntare l’organizzazione aziendale al riutilizzo, riparazione e riciclo dei materiali tessili.

tessile sostenibile
sostenibilità tessile

La professione del futuro tessile ha un nome: sustainable textile supply chain manager

In Italia si dà molto risalto a figure tecniche come il tessitore e il filatore, mentre viene sottovalutata l’importanza di figure più alte come il textile supply chain manager o il responsabile della produzione tessile o il coordinatore del sistema di gestione per la qualità dei prodotti finiti o il responsabile del controllo qualità dei tessuti.

Questa sarà la nuova sfida lanciati ai manager tessili: riuscire a introdurre nella filiera tessile nozioni di digital transformation management e di supply chain management sostenibile, per creare nuovi modelli di business per l’ecosostenibilità nella moda, impostando un sistema logistico che possa rispettare il quadro normativo della sostenibilità, i sistemi di gestione aziendale e della qualità e le nuove regole di lean manufacturing e Fabbrica Intelligente.

Per questo ci vuole una nuova figura nella filiera, ovvero un responsabile che sappia impostare i cicli di lavorazione dei prodotti tessili e controllare i processi produttivi, sappia applicare principi di Industria 4.0 e di manutenzione predittiva, seguire i dettami della sostenibilità: un sustainable textile supply chain manager (Manager della filiera tessile sostenibile).

Che cosa fa in pratica un sustainable textile supply chain manager ?

  • Ottimizza i risultati economici e produttivi
  • Programma e controlla i processi di lavorazione tessile
  • Assicura la sostenibilità della catena di fornitura
  • Conosce le dinamiche del mercato della moda
  • Seleziona e monitora i fornitori
  • Interagisce con i clienti
  • Controlla le sequenze dei piani di lavoro
  • Previene difettosità ed errori di produzione
  • Svolge test di controllo qualità
  • Supporta gli operatori nelle fasi realizzative
  • Coordina i rapporti della filiera tessile.
sustainable textile supply chain manager
textile supply chain manager

Come diventare un sustainable textile supply chain manager

Al PIN di Prato si apre una grande opportunità: il corso IFTS gratuito REFITES - Tecniche per la programmazione della produzione e la logistica.

Il percorso di studio ha una durata di 800 ore, suddivise in lezioni, laboratori, orientamento e stage presso un’azienda del distretto tessile pratese. REFITES è un corso sul supply chain management nel tessile e fornirà le tecniche per impostare i cicli di lavorazione dei prodotti tessili, controllare i processi produttivi, selezionare le materie prime e monitorare i fornitori, rispettando il sistema di gestione per la qualità e la sostenibilità.

È possibile iscriversi entro il 23 settembre e ci sarà la presentazione del corso il 15 settembre alle ore 16 presso la sede del PIN – Polo Universitario di Prato (Piazza dell’Università 1 a Prato).

sustainable textile supply chain manager

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Iscriviti entro il 23 settembre per diventare un sustainable textile supply chain manager

Non conosci come funziona la filiera tessile-abbigliamento?

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Recapiti

PIN S.c.r.l. - Polo Universitario "Città di Prato"
Servizi didattici e scientifici per l’Università di Firenze
Piazza Giovanni Ciardi, 25 - 59100 Prato (PO) – Italy

Tel. +39 0574 602500 – Fax +39 0574 602515
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Reg.Impr. Prato, C.F. e P. IVA: 01633710973
Codice Univoco: KRRH6B9
Capitale Sociale: 729.216,00 i.v.

 
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