Ha preso ufficialmente avvio il progetto ASCALONICUM – acronimo di “Aggregazione per lo SCALOgno Necessaria per l’Innovazione e la Caratterizzazione di un Unicum vegetale di Monteverdi Marittimo” – finanziato nell’ambito dell’intervento SRG01 “Sostegno ai Gruppi Operativi PEI-AGRI” (art. 77 Reg. UE 2021/2115) del Piano Strategico della PAC 2023-2027, bando annualità 2024. Con la sottoscrizione dell’Associazione Temporanea di Scopo (ATS) tra i partner, il Gruppo Operativo entra nella sua fase operativa. Anche Fondazione PIN tra gli 11 partner che svilupperanno il progetto.
Il progetto, della durata di 28 mesi, mira alla riscoperta e alla valorizzazione innovativa dello Scalogno di Monteverdi Marittimo, una varietà ortiva locale reliquia a rischio di estinzione, tradizionalmente conservata sottaceto e impiegata nella “Zuppa alla monteverdina”, che ha ottenuto la Denominazione Comunale di Origine (De.C.O.) nel 2016. L’iniziativa si sviluppa nell’area dell’Alta Val di Cecina, tra i Comuni di Monteverdi Marittimo, Pomarance e Casale Marittimo (PI) e Bibbona (LI).
Gli obiettivi
ASCALONICUM persegue obiettivi generali di salvaguardia dell’agrobiodiversità vegetale e del germoplasma autoctono, di tutela del paesaggio agrario e di sviluppo del territorio rurale. Sul piano operativo, il progetto si propone in particolare di:
- caratterizzare la varietà sotto il profilo genetico, nutraceutico e sensoriale, anche tramite marcatori molecolari del DNA, e ottenerne l’iscrizione nel Repertorio Regionale dell’Agrobiodiversità Toscana;
- definire un modello replicabile di coltivazione dello scalogno e i relativi disciplinari di produzione e di preparazione della Zuppa alla monteverdina, in vista dell’inserimento nei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT);
- costruire una strategia di valorizzazione economica, turistica e identitaria del prodotto attraverso un living lab partecipativo;
- sperimentare strumenti digitali di gestione condivisa della coltivazione e nuove forme di partecipazione della comunità locale, fino alla costituzione di un’associazione di produttori.
Il partenariato
Il Gruppo Operativo riunisce undici soggetti, sotto il coordinamento del capofila Comune di Monteverdi Marittimo. Ne fanno parte:
- Comune di Monteverdi Marittimo – capofila e coordinamento del progetto;
- Quattro aziende agricole del territorio – Az. Agr. Niccolò Speltra, Utulivu Società Agricola, Az. Agr. Valentina Esposito e Az. Agr. Giuliano Speltra – impegnate nello sviluppo e nella sperimentazione dei campi di coltivazione;
- Università degli Studi di Siena – Santa Chiara Lab – partner scientifico e della formazione, responsabile della caratterizzazione genetica, nutraceutica e sensoriale e dei corsi di formazione;
- Fondazione PIN – Polo Universitario di Prato dell’Università di Firenze – partner scientifico responsabile della valorizzazione economica del prodotto;
- G.A.L. Terre Etrusche – animazione territoriale, gestione della rete di cooperazione e visite di networking;
- Associazione Distretto Rurale della Val di Cecina – attività di divulgazione;
- AEDIT S.r.l. – sviluppo della soluzione digitale (app e piattaforma) per la gestione condivisa della coltivazione;
- Dott. Lorenzo Mini – consulente del Gruppo Operativo.
Il ruolo della Fondazione PIN
In qualità di partner scientifico, la Fondazione PIN – Polo Universitario di Prato dell’Università di Firenze ha la responsabilità dell’Attività dedicata alla valorizzazione economica dello Scalogno di Monteverdi Marittimo. L’obiettivo è mettere a punto un modello di valorizzazione collettiva del prodotto sul mercato, integrando il comparto orticolo con i processi di diversificazione delle aziende agricole e con il patrimonio ambientale, paesaggistico e turistico del territorio.
Attraverso una metodologia partecipativa fondata su un living lab, la Fondazione PIN coordinerà il coinvolgimento di imprese agricole, agriturismi, strutture ricettive, guide turistiche e ambientali, attività commerciali, amministrazioni e residenti per identificare le risorse del territorio, co-progettare iniziative esperienziali legate al prodotto e organizzarle in un’offerta turistica integrata. Tra i risultati attesi figurano un catalogo di proposte esperienziali e una strategia di valorizzazione e divulgazione dello scalogno quale prodotto identitario dell’area.
Il gruppo di ricerca è guidato dalla Prof.ssa Silvia Scaramuzzi, docente di Economia dei mercati agroalimentari e Marketing agroalimentare e del territorio dell’Università di Firenze, e si avvale di una consolidata esperienza nazionale e internazionale nella valorizzazione dei prodotti tipici, dell’agrobiodiversità e nello sviluppo territoriale.
Il finanziamento
Il progetto dispone di un investimento complessivo di 269.961,00 euro, interamente coperto dal contributo pubblico nell’ambito dell’intervento SRG01 del Piano Strategico della PAC 2023-2027 della Regione Toscana. Le risorse sono ripartite tra le dieci attività progettuali, che spaziano dal coordinamento e dall’animazione territoriale alla caratterizzazione scientifica, dallo sviluppo dei modelli colturali alla soluzione digitale, fino alla formazione, alla divulgazione e alle visite di networking.
Con la firma dell’ATS e l’avvio delle attività, ASCALONICUM si propone come modello dimostrativo replicabile, capace di coniugare conservazione della biodiversità, innovazione e sviluppo sostenibile delle aree interne, restituendo a una piccola varietà reliquia il ruolo di volano economico, culturale e sociale per il suo territorio.
Contatti
Capofila – Comune di Monteverdi Marittimo
Referente: Roberto Tocci –
Partner scientifico – Fondazione PIN, Università di Firenze
Prof.ssa Silvia Scaramuzzi –

