L’evento, che si è svolto presso il Museo del Tessuto, ha messo in luce come il distretto di Prato rappresenti, oggi più che mai, un modello d’eccellenza nella gestione del Brand Heritage. Presenti gli studenti di Design Tessile e Moda che hanno proposto le proprie riflessioni svolte durante il seminario dedicato al ruolo degli archivi – fisici e digitali – come strumenti strategici per la progettazione della moda.
Non è solo passato, ma una risorsa strategica per il futuro. Il concetto di Brand Heritage - ovvero l'anima storica di un marchio - è oggi al centro delle strategie delle grandi maison del lusso. Il tema è stato introdotto dalla presentazione del libro "Archeologia della moda. Heritage, archivi, comunicazione" scritto da Sofia Gnoli, docente dello IULM ed esperta di storia della moda. Il volume esplora come gli archivi fisici e digitali siano diventati strumenti di ricerca fondamentali per i designer di oggi. Oggi la moda non può fare a meno delle proprie radici. L'archeologia della moda è scavare nei depositi, nei vecchi campionari e nelle memorie aziendali per ritrovare quel DNA che rende un marchio unico.
All'incontro hanno partecipato anche Daniela Toccafondi, presidente del PIN di Prato, e il docente Renato Stasi. Proprio dal Polo Universitario è emersa l'importanza di trasmettere queste competenze alle nuove generazioni di laureati. L'evento ha confermato come il recupero della memoria storica sia diventato un fattore competitivo fondamentale per le imprese che vogliono distinguersi nel mercato globale, trasformando il "vecchio" in una leva di marketing e creatività insostituibile.

