La transizione energetica è una sfida complessa che intreccia scienza, tecnologia, politica ed etica. Nel suo intervento al Polo di Prato dell’Università di Firenze, il prof. Giovanni Ferrara ha offerto una panoramica chiara delle evidenze scientifiche sul ruolo della CO2, delle dinamiche delle fonti energetiche attuali e delle tecnologie emergenti, con un richiamo finale alla responsabilità individuale e collettiva. Di seguito i punti salienti organizzati per temi. Guarda il video integrale su Youtube.
Sintesi dell’intervento tenuto del prof. Giovanni Ferrara tenuto durante l’Inaugurazione delle Attività Accademiche 2025-2026 presso il Polo di Prato dell’Università di Firenze.
CO2 ed effetto serra: dati essenziali e impatti
Negli ultimi 170 anni le emissioni globali sono aumentate in modo esponenziale, portando la concentrazione atmosferica di CO2 da ~280 ppm a oltre 410–420 ppm. La CO2 non è tossica in senso tradizionale, ma è un gas climatico che agisce trattenendo radiazione infrarossa come il vetro di una serra. Il riscaldamento medio globale è già aumentato di circa 1,1–1,2 °C rispetto all’era pre-industriale, con impatti evidenti quali lo scioglimento dei ghiacciai e l’aumento dell’intensità delle precipitazioni. Gli scenari peggiori prospettano aumenti fino a 4 °C se le emissioni non verranno drasticamente ridotte.
Settore trasporti e visione d’insieme
I trasporti rappresentano circa il 16% delle emissioni globali, di cui il peso delle automobili è pari al 12% del totale del settore. In termini nazionali, la vasta flotta di veicoli in Italia contribuisce in misura relativamente contenuta alle emissioni globali, ma ciò non diminuisce la necessità di interventi sistemici. La strategia deve pertanto essere olistica: agire sui trasporti ma anche su industria, consumo energetico, edilizia e comportamenti quotidiani.
Fonti energetiche, vettori e il paradosso dell’elettricità
È fondamentale distinguere fra sorgenti energetiche (sole, vento, acqua, carburanti fossili) e vettori (elettricità, idrogeno). I vettori non sono energia primaria: vanno prodotti e la loro “pulizia” dipende dal mix usato per generarli. Un’auto elettrica alimentata da una rete basata su combustibili fossili può presentare emissioni indirette significative; viceversa, elettricità prodotta con bassa intensità carbonica riduce fortemente l’impatto. Il mondo resta però ancora ampiamente dipendente da petrolio, gas e carbone, e la domanda energetica cresce.
Ruolo del nucleare e limiti delle rinnovabili
Il prof. Ferrara ha evidenziato come il mix nazionale cambi radicalmente le emissioni per kWh: paesi con alta quota nucleare possono vantare intensità di carbonio molto basse. Allo stesso tempo, rinnovabili come sole e vento sono inesauribili ma intermittenti; per garantire sicurezza e continuità è necessario sviluppare soluzioni di accumulo su scala. Qui l’idrogeno appare come un vettore chiave per immagazzinare energia prodotta in eccesso al fine di riutilizzarla successivamente.
Idrogeno e tecnologie emergenti
L’idrogeno offre alta densità energetica per massa ma richiede compressione, stoccaggio e infrastrutture complesse. I carburanti sintetici (e-fuels), prodotti combinando idrogeno verde con CO2 catturata, rappresentano una soluzione promettente per settori difficili da elettrificare, come l’aviazione e la navigazione. La catena tecnologica che va dall’elettrolisi alla sintesi degli e-fuels è al centro dell’attività di ricerca avanzata, con laboratori italiani attivi su queste filiere.
Tecnologia versus comportamento: l’importanza delle scelte individuali
La tecnologia è indispensabile ma non sufficiente. Scelte comportamentali semplici e diffuse possono ridurre rapidamente le emissioni in modi che la sola innovazione non garantirebbe nell’immediato: esempio pratico citato dall’intervento, viaggiare in due anziché da soli dimezza subito le emissioni per passeggero auto. Cambiamenti di abitudini, insieme a politiche che incentivino modalità di trasporto condiviso e intermodalità, sono componenti imprescindibili della transizione.
Conclusione e invito all’azione
La transizione energetica è una sfida globale che richiede integrazione fra ricerca, investimenti infrastrutturali, politiche pubbliche efficaci e responsabilità individuale. Serve accelerare lo sviluppo e la diffusione di tecnologie di accumulo e vettori a basse emissioni, affiancando misure comportamentali e normative che riducano la domanda di energia fossile. Agli studenti e ai giovani professionisti il prof. Ferrara rivolge un appello a coltivare curiosità e memoria storica: innovazione e sostenibilità nascono dal radicamento nelle conoscenze e dal coraggio di trasformare idee in pratiche.
Invito all’azione: sostenere progetti di ricerca, promuovere comportamenti di mobilità sostenibile e partecipare attivamente al dibattito pubblico per accelerare una transizione giusta ed efficace.

