Nell’ambito della terza edizione della Giornata nazionale del Made in Italy, istituita dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il territorio pratese ha ospitato un'iniziativa di livello nazionale. L'evento, svoltosi il 15 aprile presso la Sala del Teatro di Palazzo delle Professioni, ha visto la partecipazione anche della Fondazione PIN – Polo di Prato dell’Università di Firenze impegnata nel dibattito sul futuro della filiera tessile e della pelle.
L’iniziativa, promossa dal Consiglio Nazionale dei Periti Industriali (CNPI) e dalla Fondazione Opificium in collaborazione con l’Ordine dei Periti Industriali di Prato, ha proposto una riflessione profonda sull’intero ciclo di vita del prodotto: dalla ricerca sui materiali alla progettazione, fino al recupero e allo smaltimento.
Al centro del dibattito è emersa la necessità di allineare la formazione tecnica alle evoluzioni del mercato. Il Presidente del CNPI, Giovanni Esposito, ha sottolineato come lo sviluppo delle lauree professionalizzanti sia prioritario per garantire un ricambio generazionale competente nelle 27 specializzazioni della categoria. In questo contesto, la Presidente della Fondazione PIN, Daniela Toccafondi, ha illustrato il modello integrato tra università e territorio. È stato evidenziato il percorso della laurea di primo livello in Design Tessile e Moda che ha già formato i primi 94 laureati, rispondendo alla domanda di figure tecniche capaci di operare lungo l'intera filiera.
Durante i lavori sono stati approfonditi i temi della competitività e della sostenibilità. Alessandro Iozzelli (Lanartex srl) ha analizzato l'impatto di strumenti come l'eco-design e il passaporto digitale, considerandoli opportunità per qualificare ulteriormente il prodotto italiano.
Fabia Romagnoli (Confindustria Toscana Nord) ha ricordato che Prato esporta il 14% dei prodotti tessili italiani, confermandosi il distretto più rilevante d'Europa, pur in un quadro che richiede forte semplificazione e digitalizzazione.
I rappresentanti di Confartigianato e CNA hanno ribadito l'importanza di far evolvere il "saper fare" tradizionale per non perdere l'identità produttiva di fronte ai costi energetici e alla competizione globale.
L'evento ha dedicato ampio spazio al futuro della manifattura, con l'intervento di Alessandro De Rosa (Responsabile alta formazione PIN) focalizzato sui percorsi per i futuri quadri aziendali. La giornata si è conclusa confermando come la sinergia tra sistema formativo, professionisti e imprese sia il fattore determinante per mantenere il ruolo dell'Italia nell'export mondiale.

