Giovedì 6 giugno il team di una ricerca a cui ha collaborato anche il nostro VAST-LAB è stato intervistato da Superquark.
L’intervista si è svolta presso l’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria di Firenze in merito alla ricerca che dimostra che l’Uomo di Neanderthal usava il fuoco per realizzare attrezzi di legno. La ricerca, svolta da una equipe italiana, ha visto la collaborazione del nostro Laboratorio VAST-LAB che si è occupato della scannerizzazione (e ricostruzione 3D) dei frammenti di uno strumento di legno appartenuto ai Neanderthal di 171 mila anni fa rinvenuto a Poggetti Vecchi (Grosseto).
L’importante scoperta, ormai acquisita dalla comunità scientifica, pubblicata nel 2018 dal National Geographic (link), ha via via acquistato notorietà fino ad entrare in programmazione in qualche prossima puntata di Superquark, il celebre programma condotto da Piero Angela.
Ma come ha contribuito il Vast-Lab a questa importante scoperta?
“Il lavoro di scannerizzazione del legno bagnato - ci ha spiegato Franco Niccolucci, responsabile scientifico di VAST-LAB - è un passaggio importante della ricostruzione. Il materiale, estremamente deperibile, va incontro a rapide modifiche e deformazioni una volta separato dal luogo dello scavo.”
“L’operazione di scannerizzazione – ha aggiunto Nicola Amico, ricercatore del VAST-LAB che ha seguito il progetto - è stata molto complessa, vista la difficoltà di muovere il legno bagnato, per farlo abbiamo utilizzato uno scanner laser a triangolazione. Il passaggio successivo è stata la ricostruzione in 3D del bastone che permette di avere una rappresentazione realistica dello strumento del pleistocene.”
Proprio la deperibilità del legno ha reso fino ad oggi molto difficili i ritrovamenti di reperti simili del pleistocene. L’importante ricerca è stata fatta dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e paesaggio per le Province di Siena Grosseto e Arezzo e dall'Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, in collaborazione con ricercatori del CNR, dell'Università di Trento e del PIN - Polo universitario "Città di Prato". Gli strumenti rinvenuti sono in legno di bosso - un legno molto duro, pesante e difficile da lavorare - e quelli più completi sono lunghi circa un metro; caratterizzati da un'estremità arrotondata che dà forma a un manico e dall'altra a punta smussata, ricordano i bastoni da passeggio ma soprattutto i cosiddetti digging sticks, "bastoni da scavo", utilizzati da tutte le popolazioni di cacciatori-raccoglitori per diversi scopi: raccogliere tuberi, rizomi, radici oppure utilizzati come pestelli, per la caccia di piccole prede o come clava.
Il Laboratorio VAST-LAB, attivo presso il PIN, è una struttura di ricerca e sviluppo impegnata nella definizione e nell’applicazione di nuove tecnologie per il settore beni culturali, al fine di fornire un miglior supporto alla ricerca scientifica orientata alla conoscenza, alla valorizzazione e alla conservazione del patrimonio culturale e di migliorarne la comprensione favorendone la diffusione presso il grande pubblico.
Sito del laboratorio: http://vast-lab.org/
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Aggiornamento del 29/08/2019 -> Puntata di SuperQuark in cui viene ricostruito l'esito della ricerca complessiva: http://bit.ly/2ZDVJW0

