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Severino Salvemini: “Prato ha una grande capacità di anticipare il cambiamento"

Intervenuto il 3 maggio all’incontro promosso da Pratofutura e PIN, l’economista ne ha parlato ad un’ampia platea di imprenditori, docenti universitari e studenti.

Prima di tutto gli imprenditori, la loro passione e le loro capacità, il loro coraggio di innovare, l’energia che arriva loro dal territorio dove vivono e operano. Il futuro del Made in Italy, nel resto del Paese come a Prato, dipende decisamente dalle scelte - non sempre facili – delle donne e degli uomini che fanno impresa. È un messaggio ripetuto più volte mercoledì pomeriggio, dall’economista Severino Salvemini, docente alla Bocconi, nel corso dell’incontro promosso da Pratofutura e dal PIN - Polo Universitario Città di Prato a Manifatture digitali cinema. Un confronto a tutto campo, con gli interventi dei presidenti Marco Ranaldo e Daniela Toccafondi e dello scrittore Giorgio Van Straten, che ha visto una partecipazione ampia di imprenditori, docenti universitari e studenti.

Salvemini, nel suo recente volume “Quid imprenditoriale, oltre la retorica del Made in Italy”, ha raccolto 53 storie d’impresa e racconta prima di tutto i personaggi, “I dati quantitativi sono importanti ma se si va a vedere le storie, anche secolari, di alcune imprese sono i personaggi quelli che contano - ha ripetuto mercoledì sera il professore - gli ingredienti del successo del Made in Italy sono la grande passione imprenditoriale, il governo familiare delle aziende, il fatto che le piccole e medie imprese stanno crescendo con velocità molto alta e il rapporto che gli imprenditori hanno con il territorio”. E il distretto tessile come si posiziona in questo scenario? “Prato ha una grande capacità di anticipare il cambiamento - ha fatto notare Salvemini - rispetto ad altri distretti italiani monosettore il distretto ha sempre avuto l’intuizione di vedere in modo antesignano i cambiamenti, mi sembra che adesso l’impegno sia quello di aggregare le piccole imprese in una filiera produttiva che superi l’individualismo e consenta di rafforzare dimensione e capacità finanziarie delle imprese".

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