L’Atlante di Genere è una ricerca, da cui è stato realizzato un libro, che, fatta per la città di Milano, si offre come nuova chiave di lettura degli spazi urbani. Una lettura di genere, appunto, che persegue il superamento dei dualismi conflittuali tra maschile e femminile, produzione e riproduzione, spazio pubblico e spazio privato.
Florencia Andreola, co-autrice della ricerca insieme ad Azzurra Muzzonigro, ne ha parlato oggi, venerdì 14 ottobre, al PIN, con Daniela Poli Coordinatrice del Master Città di Genere e Presidente del Corso di Laurea Magistrale in Pianificazione e Progettazione della città del territorio (PPCT).
All’evento hanno partecipato Valerio Barberis, Assessore all’Urbanistica del Comune di Prato, e Gianmarco Biagioni, Assessore alle Pari Opportunità del Comune di Cantagallo. Per il PIN ha portato i saluti il Direttore, Enrico Banchelli. Dopo l’introduzione della Prof.ssa Daniela Poli, e la presentazione della ricerca, hanno aperto la discussione Fanny Di Cara, Architetta Esperienza Tempi e Spazi nel Comune di Prato e Chiara Belingardi, dell’Università La Sapienza di Roma e Master Città di Genere.
Il progetto, che Florencia Andreola ha illustrato, punta a ricostruire un quadro capace di integrare la dimensione di genere nella riflessione sulla città, così da fornire uno strumento utile a formulare politiche che possano organizzare gli spazi puntando al benessere di tutti, cittadine e cittadini. Lo spazio urbano, inteso essenzialmente come prodotto sociale, riguarda una serie di relazioni che sono create da forze di produzione, pratiche sociali, tecnologie e prodotti della conoscenza diversi, come anche strutture e istituzioni sociali. Varie indagini non solo hanno dimostrato un uso differenziato dello spazio pubblico da parte di uomini e donne, ma confermano inoltre che queste ultime variano i loro percorsi quotidiani, i luoghi che attraversano e l’orario di molte delle loro attività, per paura e per percezione di insicurezza. Le loro percezioni, nel bene e nel male, sono legate alle esperienze quotidiane e alle interazioni sociali. Una pianificazione urbana attenta anche a questi fattori e sensibile al carattere caotico, dinamico e complesso che racchiude la realtà urbana stessa, non può progettare città irrigidite da concezioni tecniche ideali, razionali e chiuse, ma deve necessariamente essere aperta alla collaborazione, alla negoziazione e partecipazione dei diversi attori che abitano spazi pubblici e privati.
Florencia Andreola è ricercatrice indipendente e PhD in Storia dell’Architettura (Università di Bologna). Si interessa di sociologia, politica e delle varie discipline che ibridano la ricerca sull’architettura e la città. È co-fondatrice dell’associazione di promozione sociale Sex & the City che indaga la città da un punto di vista di genere. È autrice con Azzurra Muzzonigro di Milan Gender Atlas / Milano Atlante di genere (LetteraVentidue, 2021). Ha curato Disagiotopia. Malessere, precarietà ed esclusione nell’era del tardo capitalismo (DEditore, 2020) e co-curato Milano. L’architettura dal 1945 a oggi (Hoepli, 2018), Backstage. L’architettura come lavoro concreto (Franco Angeli, 2016) e Guida all’architettura di Milano 1945-2015 (Hoepli, 2015).
La presentazione resterà disponibile sul canale YouTube del PIN a questo link https://youtu.be/5MOzYbdpXbQ
Il sito del progetto: https://sexandthecity.space/

