Operai specializzati e figure intermedie. Il tessile richiede competenze che al momento non sono disponibili sul mercato

E’ questo che emerge all’evento annuale organizzato da Euratex, la Confederazione europea del tessile e dell’abbigliamento che richiama le confederazioni di industriali di tutta Europa cui ha portato il suo contributo Daniela Toccafondi, Presidente del PIN.

Davanti ad una platea d’eccezione a Bruxelles, la presidente Toccafondi ha parlato di formazione, argomento che rappresenta il tallone d’Achille di un distretto che resta il motore trainante di Prato, ma che molto presto si troverà a dover far fronte ad una inesorabile carenza di personale. Il tessile richiede competenze e forza lavoro che al momento non sono disponibili sul mercato se non in numeri assolutamente insoddisfacenti. 

La soluzione va trovata velocemente ed è necessario lavorare su due binari, quello dell’alta formazione e quello della manodopera. Due canali indispensabili perché Prato mantenga il primato che detiene in Europa in fatto di tessile e abbigliamento. «La forza della nostra città è quella di essere un distretto da cui bisogna partire per generare nuove competenze», spiega la presidente del Pin. «Abbiamo la possibilità di insegnare ai giovani un mestiere grazie alla disponibilità degli imprenditori. Il punto di partenza è aprire i confini. Prato può fare scuola ai giovani operai d’Europa perché soltanto qui esiste un know how che non possiamo permetterci di disperdere». 

Non a caso nasce presso il Polo Universitario Città di Prato il primo corso di laurea in Italia in Design tessile e moda che partirà il prossimo settembre. Dunque da lì usciranno, per la prima volta in assoluto, i primi laureati in tessile. Una lungimiranza che non poteva che caratterizzare il distretto tessile più importante d’Europa. 

Prato è stata chiamata a dare il proprio contributo nell’ambito della formazione tessile perché qui abbiamo un patrimonio di conoscenze di base per tenere vivi mestieri che iniziano a essere in crisi, come quello di filatore o tessitore. Rischiamo di disperdere 100 anni di professionalità. È quindi necessario valorizzare il nuovo formando figure manageriali tramite l’università e allo stesso tempo preservare figure di base: un compito che spetta in larga parte alla nostra città. In Europa non esistono i distretti. Per questo i nuovi operai tessili dovranno interfacciarsi con Prato che dovrà dimostrarsi all’altezza della situazione.

 

Recapiti

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