Il lavoro congiunto di tre laboratori della Fondazione PIN (QuMAP, MONAMUR e ARCO) ha portato ad un importante risultato che è stato infatti pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Food Chemistry. Lo studio Characterization of microplastics in extra-virgin olive oils by Laser Direct InfraRed (LDIR) spectroscopy attraverso la rilevazione di microplastiche in oli extravergine di oliva mediante tecnologia LDIR, dimostra la presenza di microplastiche nell’olio extravergine di oliva.

L'olio extra vergine d'oliva è più di un semplice condimento. È un pilastro della dieta mediterranea, un simbolo di qualità, tradizione e salute, celebrato in tutto il mondo e con radici profonde in regioni come la Toscana. Lo consideriamo un prodotto puro, un'essenza della natura custodita in bottiglia. Tuttavia, viviamo in un'epoca in cui la contaminazione da microplastiche è diventata una preoccupazione globale, con particelle invisibili che raggiungono ogni angolo del pianeta. La domanda che sorge spontanea, quindi, è: possibile che questa onnipresente contaminazione abbia raggiunto anche un prodotto così prezioso e apparentemente puro come l'olio extra vergine d'oliva?
La risposta purtroppo è sì, ma c’è un ma… Lo studio ha infatti evidenziato un quantitativo di microplastiche inferiore rispetto a quanto rilevato da altri studi su matrici alimentari differenziate. Alcuni studi ad esempio evidenziano un quantitativo di microplastiche pari a 10000 per ogni Kg di gamberetti, mentre lo studio del PIN ha evidenziato un quantitativo di microplastiche inferiori a 300 per kg di olio extravergine di oliva.
Lo studio ha utilizzato per la prima volta l'impiego della Laser Direct InfraRed (LDIR) spectroscopy su questa matrice complessa, ha permesso di svolgere un'analisi su oli EVO della filiera corta e della GDO e pone le basi per approfondire tale tema, dimostrando importanti differenze di inquinanti tra le due tipologie. Questo approccio analitico innovativo non solo identifica con precisione le microplastiche, ma apre anche la strada a una migliore comprensione della qualità del prodotto e delle potenziali vie di contaminazione lungo la filiera, offrendo preziosi spunti per il settore.
L’articolo è consultabile a questo link: https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0308814625045716

